"Non era così che ce l'eravamo pensata"
"No, in effetti , non esattamente, almeno non del tutto".
Il Guru torturava nervosamente i suoi occhialetti dalle lenti tonde nel tentativo di pulirli ancora, e ancora.
Il grande attore della Nuova Politica camminva a grandi passi nervosamente su e giù per la stanza, rigorosamente tenuta nella penombra, agitando le mani.
"Dov'è, esattamente a quale punto ci è scappata di mano, sta cosa?", disse il secondo.
"Ho riesaminato gli ultimi sei mesi con Siddharta, abbiamo provato a cambiare qualche parametro psicoambientale,piccole variazioni sugli stati iniziali del sistema, potevano far derivare la situazione verso altri esiti, abbiamo fatto girare centinaia di simulazioni, ma nulla, il risultato è sempre terribilmente simile alla situazione attuale, la situazione delle condizioni al contorno era davvero molto robusta, piccole deviazioni non influiscono sull'evoluzione del sistema".
"Che diciamocela tutta, è una evoluzione vagamenta di merda, siamo in stallo, abbiamo perso l'iniziativa", replicò nervosamente l'attore.
"Io credo che nel movimento ci siano stati degli infiltrati, gli altri sapevano in anticipo le nostre mosse nelle ultime settimane, ho messo al lavoro i nostri migliori analisti per trovare le falle del sistema"
"Può darsi, o può darsi che i nostri passi fossero solo terribilmente prevedibili"
"In ogni caso li abbiamo messi con le spalle al muro, andiamo nella giusta direzione" disse con voce ferma il guru.
"Sicuro? A me sembra solo che noi abbiamo messo lì un branco di imbelli, di inetti , nella migliore delle ipotesi, cercando di controllarli con la rete sinaptica e le sedute di neuroanalisi collettive; il gioco è durato poco, i primi hacker del sistema sono arrivati a neutralizzare la cosa dopo un paio di settimane, il nostro controllo sulla situazione è chiaramente degenerato, e io non posso continuare ad alzare i toni dello scontro per sempre!"
"Perchè no?"
"Perchè non andremo da nessuna parte in questo modo, stiamo chiaramente perdendo consensi, è chiarametne in atto una contromanovra del Grande Partito Unico"
"Vedi, io non credo che noi, tu continui a vederla nei termni di un cammino da compiere; io invece credo che questo sistema marcio e corrotto debba andare da nessuna parte, e il perdere consenso a questo punto non mi interessa"
"Cioè?"
"Ti ricordi quando parlavamo di decrescita felice?"
"Certo, le teorie di limitatezza delle risorse del pianeta, la redistribuzione delle risorse su scala planetaria"
"Questo era quello che dicevi tu..."
"Cioè?"
"Per me era diverso, io parlavo proprio di decrescita fisica, di autoimplosione autoimposta da menti superiori come unico mezzo per salvare Gaia"
"Che stronzate ti stai inventando ora? Guarda che qui siamo solo io e te, nessun altro, non è una cazzo di seduta di reinstradamento neuronale per i militanti", sbottò il Grande Attore, perdendo per un attimo il controllo della propria voce.
"Vedi, non è nulla di nuovo, sono solo cose che dico da mesi, ma tu eri troppo occupato a creare il sistema di consenso ad alimentare l'ego di quella banda di tamagotchi che pensavi potessero cambiare il sistema, ad essere il grande Master del più grande gioco di rulo che questo paese abbia mai conosciuto; ma dai, davvero una mente raffinata come la tua, pensava che gente simile potesse cambiare il sistema"
"Certo che lo pensavo, e lo penso tuttora, col nostro aiuto, e con qualche forzatura sulle loro reti sinaptiche in casi di sbandamento, dobbiamo riguadaganre un ventaggio tattico, è evidente, e quando avremo il 70-80 % dei consensi..."
"Povero illuso, comunque va bene così, lo scopo lo abbiamo raggiunto"
"Ma che dici, ma quale scopo?"
"La presenza fisica nei palazzi del potere, con un potenziale elettroneurale sufficiente"
"Cosa? sufficiente a che?"
"Vedi la differenza tra me e te, è la dimensione metalinguistisca, quando tu usi certe metafore incendiarie, esplosive, io penso a come realizzarle extrametaforicamente, abbiamo 100 cervelli nel cuore del sistema, milioni di miliardi di sinapsi collegate in rete, ognuna col suo minuscolo potenziale elettrico, da allineare verso un unico scopo"
"Cos' è un altra delle tue teorie sul calcolo parallelo? Guarda che qui hai a che fare con persone, emozioni, consenso, e avversari piuttosto esperti e scafati"
"Vedi, tu hai passato una vita sul palcoscenico, tu hai una conoscenza istintiva della sfera emotiva, sei in un certo senso un campo emotivo molto forte in grado di reindirizzare connessioni neurali involontariamente, ma la tua efficienza è bassa, devi alzare continuamente i livelli di endorfine in chi ti ascolta, è tutto, come dire, molto artigianale, e sino ad ora ha funzionato alla grande, è vero, ma tutto ora deve a passare ad una fase superiore, che definirei scientifica; ci stiamo già lavorando da settimane con i ragazzi e siamo a buon punto, la applicazione Synaptec 3.0 farà davvero la differenza, e le protezioni anti hacking stavolta saranmno davvero efficaci, cento encefali in grado di essere concentrati in parallelo su un unico flusso di dati, hai idea di cosa possiamo sprigionare lì dentro!"
martedì 2 aprile 2013
lunedì 1 aprile 2013
Una Cena Elegante - parte 2
La Cena
Figa, ma hai visto chi c'è? C'è pure il Santone, quello là di Siddharta, quello che va a predicare in giro di spogliarsi di ogni bene al di fuori della rete...Oh, ma è proprio lui. E vicino c'è il tipo strano con gli occhialetti tondi.
E' uguale a come si vede nella rete. Se mi vedesse la mia tipa in questo momento. Lei è pure mezzo fanatica per questi qua. Sai quante litigate per colpa sua. Dice che io non capisco, che non sono abituato al nuovo, che lo temo, che....come accidenti dice..."non ho i parametri neuro-sinaptici giusti per entrare in risonanza con Siddharta".
Sticazzi. Intanto da quando c'è sto pirla in giro, non si scopa piu' come prima.
"Allora che facciamo, vedi che il Dottore ha il bicchiere vuoto?" disse una voce dietro di lui.
"Subito, signore, certo". Cazzo, e meno male che mi hanno dato mille crediti solo per stasera, facendomi capire che mi devo fare i cazzi miei e non andare in giro a dire cosa ho visto.
E questi non scherzano. Proprio per un cazzo.
* * *
"Allora capite, voi avete questa cosa della rete...come la chiamate? Ah si, Siddharta, là...E noi potremmo, come dire, lasciarvi fare il vostro business là, senza problemi. D'altra parte abbiamo altri interessi. Siamo, oserei dire, totalmente compatibili, no?"
La voce del Vecchio era impostata da manager navigato, ma il modo in cui accompagnava le parole tradivano origini ben piu' popolari. Un non-connesso ovviamente. Il Guru si soffermo' a guardare il suo polso: no, niente elettrodo transponder, nessuna porta di connessione sottopelle.
L'unica cosa che li univa era l'appartanenza alla Confraternità. Certo, il Guru appartaneva ad un'altra confraternita, quella dell'Alba Lucente. Quindi era stata fatta un'eccezione per lui, ed era stato accolto nella società del Vecchio come un fratello. Era stata sua l'idea di portare il Leader con se e di iniziarlo al percorso. Era convinto che gli avrebbe fatto bene e avrebbe migliorato molti lati del suo carattere ancora da smussare.
Il Leader affianco a lui non sembrava molto a suo agio, ma la bistecca di angus contro cui stava combattendo sembrava lenire la sua insofferenza.
"Beh, si...ma noi, capisce...siamo una cosa nuova. Ormai i vecchi mezzi di connessione sono sorpassati, capisce? Io le potrei anche dire che ci andrebbe bene cosi' pero'..."
"Sono sicuro che troveremo un accordo, è solo questione di trovare i dettagli" Intervenne il Guru prontamente.
"Molto bene. Certo" Il Vecchio sembrava soddisfatto, e lo dimostro' con uno dei suoi migliori sorrisi da predatore.
"Beh si si.." bonfonchio' il Leader.
"Ovviamente.." continuo' il Vecchio, pronto a scoprire la sua carta piu' importante "penserete voi ai nostri....come dire....comuni avversari, no?" Il sorriso mostro' i suoi denti aguzzi e gli occhi diventarono delle fessure.
"Insomma, ora siamo una famiglia...Brindiamo al nostro accordo!!"
* * *
Il Leader trasali' ricordando il rito di iniziazione avvenuto poco prima nella cripta. Sembrava un brutto sogno, ma a quanto pare non lo era. Ora la sala era completamente diversa, non la buia ed umida cripta di prima, ma una sala sgargiante, con quadri moderni e ampi finestroni laterali coperti da tende in tessuti pregiati.
La cena era ottima, nulla da dire. Cibi pregiati ed esotici. Chissà quanto avrà speso solo per la cena, si chiese il Leader. Ed il vino? Un vino dell'altra parte del mondo. Non sapevo neanche che facessero vini rossi cosi' da quelle parti.
"Beh si si..." si trovo' costretto a dire, con una mano del suo socio sulla spalla.
"Una famiglia certo.." ricordo' il morso del metallo sulla sua gola.
Alzo' il calice pieno di vino, un vino per niente equo e solidale, frutto dello sfruttamento di indigeni dall'altra parte del mondo, trasportato nella Confederazione vomitando litri e litri di carburante nella troposfera, fino alla tavola del Vecchio.
Bevve avidamente, conscio che non avrebbe avuto molte altre occasioni di assaggiare quelle delizie.
Brindo' al nuovo e scellerato accordo. Insieme a quel vino, butto giu ogni traccia di rimorso e di pudore.
E fu allora che le ragazze entrarono nella sala.
Figa, ma hai visto chi c'è? C'è pure il Santone, quello là di Siddharta, quello che va a predicare in giro di spogliarsi di ogni bene al di fuori della rete...Oh, ma è proprio lui. E vicino c'è il tipo strano con gli occhialetti tondi.
E' uguale a come si vede nella rete. Se mi vedesse la mia tipa in questo momento. Lei è pure mezzo fanatica per questi qua. Sai quante litigate per colpa sua. Dice che io non capisco, che non sono abituato al nuovo, che lo temo, che....come accidenti dice..."non ho i parametri neuro-sinaptici giusti per entrare in risonanza con Siddharta".
Sticazzi. Intanto da quando c'è sto pirla in giro, non si scopa piu' come prima.
"Allora che facciamo, vedi che il Dottore ha il bicchiere vuoto?" disse una voce dietro di lui.
"Subito, signore, certo". Cazzo, e meno male che mi hanno dato mille crediti solo per stasera, facendomi capire che mi devo fare i cazzi miei e non andare in giro a dire cosa ho visto.
E questi non scherzano. Proprio per un cazzo.
* * *
"Allora capite, voi avete questa cosa della rete...come la chiamate? Ah si, Siddharta, là...E noi potremmo, come dire, lasciarvi fare il vostro business là, senza problemi. D'altra parte abbiamo altri interessi. Siamo, oserei dire, totalmente compatibili, no?"
La voce del Vecchio era impostata da manager navigato, ma il modo in cui accompagnava le parole tradivano origini ben piu' popolari. Un non-connesso ovviamente. Il Guru si soffermo' a guardare il suo polso: no, niente elettrodo transponder, nessuna porta di connessione sottopelle.
L'unica cosa che li univa era l'appartanenza alla Confraternità. Certo, il Guru appartaneva ad un'altra confraternita, quella dell'Alba Lucente. Quindi era stata fatta un'eccezione per lui, ed era stato accolto nella società del Vecchio come un fratello. Era stata sua l'idea di portare il Leader con se e di iniziarlo al percorso. Era convinto che gli avrebbe fatto bene e avrebbe migliorato molti lati del suo carattere ancora da smussare.
Il Leader affianco a lui non sembrava molto a suo agio, ma la bistecca di angus contro cui stava combattendo sembrava lenire la sua insofferenza.
"Beh, si...ma noi, capisce...siamo una cosa nuova. Ormai i vecchi mezzi di connessione sono sorpassati, capisce? Io le potrei anche dire che ci andrebbe bene cosi' pero'..."
"Sono sicuro che troveremo un accordo, è solo questione di trovare i dettagli" Intervenne il Guru prontamente.
"Molto bene. Certo" Il Vecchio sembrava soddisfatto, e lo dimostro' con uno dei suoi migliori sorrisi da predatore.
"Beh si si.." bonfonchio' il Leader.
"Ovviamente.." continuo' il Vecchio, pronto a scoprire la sua carta piu' importante "penserete voi ai nostri....come dire....comuni avversari, no?" Il sorriso mostro' i suoi denti aguzzi e gli occhi diventarono delle fessure.
"Insomma, ora siamo una famiglia...Brindiamo al nostro accordo!!"
* * *
Il Leader trasali' ricordando il rito di iniziazione avvenuto poco prima nella cripta. Sembrava un brutto sogno, ma a quanto pare non lo era. Ora la sala era completamente diversa, non la buia ed umida cripta di prima, ma una sala sgargiante, con quadri moderni e ampi finestroni laterali coperti da tende in tessuti pregiati.
La cena era ottima, nulla da dire. Cibi pregiati ed esotici. Chissà quanto avrà speso solo per la cena, si chiese il Leader. Ed il vino? Un vino dell'altra parte del mondo. Non sapevo neanche che facessero vini rossi cosi' da quelle parti.
"Beh si si..." si trovo' costretto a dire, con una mano del suo socio sulla spalla.
"Una famiglia certo.." ricordo' il morso del metallo sulla sua gola.
Alzo' il calice pieno di vino, un vino per niente equo e solidale, frutto dello sfruttamento di indigeni dall'altra parte del mondo, trasportato nella Confederazione vomitando litri e litri di carburante nella troposfera, fino alla tavola del Vecchio.
Bevve avidamente, conscio che non avrebbe avuto molte altre occasioni di assaggiare quelle delizie.
Brindo' al nuovo e scellerato accordo. Insieme a quel vino, butto giu ogni traccia di rimorso e di pudore.
E fu allora che le ragazze entrarono nella sala.
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