venerdì 29 marzo 2013

La Stanza



"Dove siamo ?"
"Non posso dirtelo, scusami".
Appariva leggermente imbarazzato nel toglierle quel ridicolo cappuccio, mentre cercava di darsi un'aria importante.
Un lieve ronzio di sottofondo animava la stanza, le pareti erano ricoperte di piccoli piramidi metalliche, alcuni faretti illuminavano la stanza spoglia, un letto, un piccolo comodino, un tavolo e alcune sedie.
"Cos'è questo posto ?"
"E'...una stanza anecoica multibanda", disse il ragazzo tutto d'un fiato, e poi abbassò il capo.
"Tu sei pazzo, perchè mi hai portato qui, sono vietate, lo sai "
"Perchè ti devo parlare, e quello che ti devo dire non lo posso dire se siamo connessi alla Rete Sinaptica"
Secondi di imbarazzato silenzio.
"Tu sei folle, se ci scoprono il nostro status di cittadini ce lo stracciano !"
"Non ci scopriranno, non qui.
Senti,  Ti ricordi quando sono stato male , circa due mesi fa ?"
"Si, mi hanno parlato di un sovraccarico emozional-cognitivo, assoluto bisogno di sconnettersi alla rete per un pò e di meditare sotto una guida diretta; del resto con il carico di studio e lavoro che hai, ci sta tutto".
Lui sorrise, sguardo basso, vagamente beffardo, poi respirò profondamente, per un attimo si sentì come quando era ragazzino, quando si tuffava dagli scogli , a piombo, dritto in mare. La calma prima del salto.
"Non era vero, un amico medico ha scritto il certificato per me; sono scappato, sono andato all'estero, 7 giorni, in Iberafrica.
 Tu sei mai uscita dal nostro paese ?"
"No, lo sai bene, non ce lo possiamo permettere, da quando fummo buttati fuori dalla conferenza panmediterranea a causa del Grande Complotto Eurico, non ci è  più permesso."
"Stronzate, sono tutte stronzate" disse lui, scandendo le parole una per una, quasi con stanchezza.
"Cosa ? Perchè tutta questa rabbia nella tua voce? Sai che la rabbia è permessa solo agli adepti dal livello Shivaya in poi, noi non sappiamo controllarla"
"Senti, per farla breve, io sono uscito fuori da questo paese, un amico mi ha prestato dei documenti falsi e mi ha procurato un passaggio da clandestino su un camion dalla frontiera in poi, ho passato 4 giorni a documentarmi , avevo una connessione smashband alla Grande Rete Esterna, ho passato 4 interi giorni ad assorbire dati su cosa è successo negli ultimi due decenni la fuori".
"Ma, come ? come è possibile, siamo dei ricercati la fuori ! Hanno paura di noi ! e poi la Rete Esterna , ma quando mai, è solo un network di anarcocapitalisti, squali, puttanieri distruttori di Gaia, lo sappiamo perfettamente cosa c'è la fuori".

Lui sorrise, sguardo sempre basso, pensando che, a giudicare dal tono di voce di lei, tutti quegli anni a imparare a controllare gli implusi di rabbia non erano stati poi così proficui.
"Non è vero, sono tutte balle, sai qual'è la storia ? Non c'è mai stato nessun complotto, il Primo Governo dei Giusti decise di tirarci fuori dalla conferenza Panmediterrenea inventando la storia del Grande Complotto, questo è quanto; da allora per il mondo esterno la nostra situazione è talmente degenerata che ci tengono come un malato in quarantena, hanno in pratica del tutto azzerato qualsiasi scambio, il che al nostro governo va bene perchè l'Autarchia è uno dei suoi cardini; la realtà è che siamo una specie di reparto di malattie infettive su scala continentale, infiltrano ogni tanto dei loro addetti alla sicurezza per capire a che punto siamo del nostro delirio collettivo"
Lei si alzò di scatto dalla sedia, lo guardò dall'alto in basso:

"Tu sei pazzo!!"

Lui non sollevò ne lo sguardo nè il volume, continuò con quel tono di voce intriso di stanchezza:
"E' un altro mondo la fuori, non puoi capire, nessuno della nostra generazione può capire, niente livelli, niente rete sinaptica se vuoi, niente titolo di "cittadino" per poter accedere ai servizi privilegiati o ad un lavoro decente, libere associazioni di persone, conflitti, caos, energie che si sprigionano senza filtri, e niente guide illuminate"
"Vedi, vaneggi, ti hanno chiaramente installato un virus, ti stanno usando come vettore per infettare tutta la nostra rete, tu sei un pericolo per tutta la nostra comunità, devi essere isolato".

Lui sospirò, sentì come una spossatezza totale prendere il sopravvento:
"...E se la smettessi di parlare come un automa e cercassi di elaborare dei pensieri autonomi, intendo dei veri pensieri tuoi, almeno ora e qui dentro, pensi di potercela ancora fare ?"

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