Tutto era pronto ormai. Ti rigiri i fogli tra le mani. Come se servissero a qualcosa. Sai benissimo quello che c'è scritto. Nella connessione elettrosinaptica di ieri col leader hai imparato tutto a memoria. Sai quello che devi dire e non puoi sbagliare.
Eppure, ti sudano le mani, cazzo!
Lui è seduto di fronte a te. La luce della lampada viene riflessa dalla testa glabra. Ti soffermi a guardarlo da vicino, non l'avevi mai avuto cosi' vicino, in effetti.
Suda, i suoi occhi sono apparantemente spenti, come di qualcuno che non dorme da giorni. Che cerca, che si tormenta.
Presto tutto sarà finito, il leader te lo ha assicurato, e anche questo patetico simulacro si dissolverà, come tutti gli altri. Verrà abbattuto, come è giusto che sia.
Fai un cenno con la testa al sacerdote in abito da cerimonia. "Che la connessione abbia inizio" proclami con voce ferma.
Non tutti sanno che quella è solo una connessione apparente, per i non cittadini, i non connessi della rete periferica. La vera connessione, la vera rete, è molto piu' profonda.
Quasi senza pensarci ti tocchi il polso, proprio dove sta uno degli elettrodi che ti consentono di comunicare con il leader.
E' un po' caldo, segno che il leader dall'altra parte del mondo, nel suo quartier generale ti sta seguendo, è là con te. Ti supporta con la infinita saggezza ed energia.
Ti fai coraggio e cominci a parlare.
Vuoi apparire cortese, cerchi di mascherare il disgusto.
Lei è affianco a te, la intravedi con la coda dell'occhio (e pensi, ora anche il leader la potrà vedere). E' rigida, nervosa. Le donne non sono fatte per questo, pensi.
No, è una delle prescelte dal leader, che ti viene in mente?
Dopo aver letto, o finto di leggere, una buona pagina, lo guardi. Gli concedi un sorriso freddo e volgi il palmo della tua mano verso l'alto, invitandolo ora a parlare.
Ti sembrava piu' nervoso. Si esprime abbastanza bene per essere un non-connesso.
Ti devi concentrare per non sorridere, accidenti. E' uguale a quel famoso parlatore, quello che appare ogni tanto sulla rete periferica. Non è male, ogni tanto ti fa sorridere.
Continua a versarsi dell'acqua e bere, le sue parole sono penetranti. Cerchi di seguire il suo ragionamento. Non perchè ti interessi, sai già cosa ha da dirti. Per quanto ti riguarda sta solo sprecando il fiato.
Non sai neanche tu perchè ma ti ritrovi ad ascoltarlo. Lei ridacchia quasi, affianco a te. E' una risata nervosa, il leader di sicuro se ne accorgerà.
Non ha raggiunto ancora la connessione suprema, lo sai benissimo.
Lui fa una delle sue metafore, cerchi di capire il paragone, il succo della metafora. Dovresti cercare nella rete centrale il significato, ma non ti va ora.
Accadde all'improvviso. Stavi per parlare, quella maledetta frase era sulla tua punta della lingua.
Tutto comincia con un "Forse..." o con un "Se..". I veri illuminati, coloro che hanno provato la connessione suprema non conoscono forse o se.
Il dolore fu acuto. Inizio' dai tuoi testicoli. Li hai sentiti contrarre, è stato un attimo. Una punta di fuoco sul tuo basso ventre. Lo stomaco ti sta dicendo che devi vomitare. Ti devi purificare.
Ma non puoi cazzo, non ora.
Il sudore solca freddo la tua guancia, si ferma sulla barba perfettamente regolata.
Lui si ferma e ti guarda. Il sacerdote non puo' aiutarti ora, la connessione è piu' importante.
Cristo, stai balbettando.
E' durato un attimo, poi hai ritrovato la connessione. Il leader nella sua magnanimità ti ha liberato dal dolore. Non hai piu' dubbi. Il tuo sorriso è sicuro. Lo sfidi.
"E' finita per voi...". Le tue parole risuonano nella rete periferica dei non-connessi. Come rintocchi lontani di una campana. E' l'inizio della fine. La loro.
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